Kintaro island

aperto 24 ore su 24 – campeggio libero – sdraio e ombrelloni gratuiti

09 gennaio
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Insensata russa

Oggi ho pensato che se dovessi essere condannato a morte vorrei mangiare come ultimo pasto una insalata russa.

Che sciocchezza….chissà perchè c’ho pensato…
Ah, già, perchè sto pensando di mettermi a dieta, cioè, non ci sto pensando, l’ho pianificato, la prossima settimana…che sia una cosa subliminale? No perchè giusto oggi stavamo finendo con mia madre gli avanzi di natalecapodannobefana e fatalità c’era un’insalata russa, che ho finito perchè mi son detto “questa poi basta”.

Inconsciamente vedo la mia dieta come una condanna a morte.

Mio dio cosa sono diventato!

03 gennaio
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Finalmente :)

E dopo mesi e mesi di tempo, ad un’ora improbabile mentre dovrei andare a dormire, dico: finalmente!

Abbiamo passato l’anno e siamo al 2012, cosa che credo interessi poco a tutti.

Abbiamo migrato lineavariegata.net a lineavariegata.net (grazie ancora Nicolò), anche per questo forse c’è poco interesse.

Abbiamo mangiato e bevuto e ancora mangiato e poi di nuovo bevuto e la cosa non sembra finire perchè siamo fatti un po’ così, mangiamo perchè abbiamo un piatto davanti e io ho iniziato a dire che da metà gennaio mi metto a dieta.

Abbiamo imparato a giocare a BANG!, a fresbee, a fare benzina e comprare le sigarette all’estero, a spaccare angurie con la testa, a finire l’università, ad amare Steve Jobs e i prodotti apple senza comprarne nemmeno uno.

Abbiamo capito che siamo hipster perchè

“Il termine è utilizzato in maniera contraddittoria, rendendo difficile l’identificazione di una cultura precisa, perché essa è un mix di stili ed è in costante mutazione. La peculiarità degli hipster, infatti, è la volontà di essere “inclassificabili”. Professano come loro valori il pensiero indipendente, la controcultura, la politica progressista, la creatività, l’intelligenza e l’ironia, ma si tratta più che altro di una posa piuttosto che di una reale attitudine.”

Abbiamo imparato che cenare alle sei e mezza crea scompensi alimentari tali che il giorno dopo alle quattro rischi di mangiare una Lubjanska.

Abbiamo deciso che a una certa ora è meglio andare a dormire. Che so, alle quattro e mezza.

finalmente cover

Abbiamo finalmente una copertina per l'album

06 settembre
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adoro leggere lo spam

“Oggetto: Spedizioni del fiato sessuale dalla farmacia

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03 settembre
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sindrome vertiginosa

Domenica mi sono svegliato con una forte vertigine. Per la precisione, è successa una cosa curiosa mentre ero nel dormiveglia del mattino, stavo pensando a qualcosa e all’improvviso tutto ha iniziato a girare, fortissimo. Immaginate il momento esatto in cui vi siete sbronzati di brutto e appoggiate la testa sul cuscino. Almeno, a me succede la stessa cosa in quei momenti. Vabbè, insomma, ad ogni modo, mi convinco che il capogiro è stato provocato da quello che stavo pensando…passa un poco, poi decido di riprovarci, ci ripenso e BAM! altro capogiro da panico! Montagne russe a testa in giù durante il terremoto!

Vado a fare colazione convinto di riuscire a provocarmi dei mal di testa allucinanti. Il classico super potere del cazzo completamente inutile. Nemmeno ricordo qual era il pensiero scatenante. Comunque passo una giornata di merda, con continui capogiri e nausea (quella che provate sempre da sbronzi, o in barca se avete il mal di mare), ripenso al litro di prosecco bevuto con Fede la sera prima e concludo che doveva proprio essere un vino di pessima qualità.

Il giorno dopo vado in ufficio. Il giorno dopo ancora non riesco ad alzarmi dal letto. Non perchè a letto sto bene, semplicemente perchè gira tutto. Non veramente, è solo una suggestione indotta da problemi al mio sistema di equilibrio. Ne ero parzialmente consapevole. Tanto parzialmente che per andare dal medico ho perfino preso la bici e rischiato la vita due o tre volte.
Il mio medico di base, che ho conosciuto per la prima volta dopo diversi anni, è simpatico ma ha come unica competenza professionale la prescrizione di giorni a casa dal lavoro. Piuttosto mi rimbalza all’otorino il giorno dopo. Prima di entrare dallo specialista passo interi minuti a compiacermi di saper pronunciare senza errori “otorinolaringoiatra“. Poi sghignazzo tra me e me pensando alla variante “otorinolingoiatroia” che è solo una volgarità, nemmeno un anagramma.

Ad ogni modo mi dice che si sono staccati delle specie di sassolini da dentro l’orecchio (non è labirintite, ignoranti), questi non si sa come mai si staccano e non si sa come mai prima o poi si rimettono dove devono stare. Mi da delle pastiglie dal nome promettente (vertiserc o qualcosa del genere), poi delle manovre da fare, dove in sostanza mi sguaratto da una parte all’altra. Immagino il mio orecchio come il tappo delle bolle di sapone, quello con la pallina da portare al centro del labirinto.

Dopo 4 giorni non capisco se la cosa sta migliorando o meno, evito movimenti bruschi e secondo l’otorino potrei tranquillamente andare a sciare o fare equitazione. Io ho provato a dirgli che non so sciare e non ho un cavallo, ma non ha voluto sentire ragioni.

09 agosto
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Ho sentito dei rumori stranissimi provenire da dietro le nubi

e pensavo a Indipendence Day, a quando compaiono le astronavi aliene sul pianeta, al fatto che tu (assieme a Will Smith e pochi altri) sai cosa sta succedente, invece miliardi di persone non sanno niente. Magari sono lì che fanno colazione, vanno a lavoro, dormono.

Pensavo che mi succede spesso di trovarmi a casa e sentire in lontananza, su nel cielo, dei rumori strani, forti e prolungati. Non sembrano aerei, non so cosa siano. Allora temo che sia un’invasione aliena. Di quelle che spazzano via città e persone a suon di laser ed esplosioni.

Fatalità succede sempre quando sono al cesso.

25 luglio
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Remove UGRemix splash and recover ubuntu cool repo

Avevo provato a installare Ubuntu Gnome Remix per fa andare Gnome 3 su Natty. Poi l’ho rimosso che tanto erano più casini che altro (no ma voi provateci pure, io c’ho una NVIDIA di cacca). Insomma, fattostà che mi restava lo splash screen di ubuntu gnome remix e mi chiedevo insistentemente: “perchè?”. Poi lasciavo perdere, poi ho scoperto dov’era, sto bastardo: plymouth-theme-ugr-super

Ecco, ora distruggetelo:
sudo apt-get remove plymouth-theme-ugr-super

Io ora non so perchè contestualmente mi ha crashato le definizioni di X11 e ho dovuto re-installare i driver NVIDIA (di cacca). E’ andata così.

NOTA: conservate sempre una copia dei vostri driver NVIDIA (di cacca), si sa mai

Invece, questo è un altro argomento ma tanto, così scrivo giù ste robe e poi mi ricordo, ho scoperto che facendo l’upgrade a Natty non mi ha mantenuto i repository fichi, che hanno le cose che mi interessano. Codesti repository sono: partner canonical, extras, medibuntu.
Nel primo ci trovate l’ultima versione di skype, nell’ultimo varie cose adobe.

Pardon, oggi non c’ho tempo di lasciare link di qui e di lì, tanto vi basta andare su https://help.ubuntu.com/community/Repositories/Ubuntu oppure googlare un poco.

10 luglio
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fine primo tempo inizio secondo tempo

Come ormai molti sanno, nei weekend in cui ho la sfortuna di restare a casa, mi guardo le VHS mentre faccio colazione. Al mercatino di Udine la scorsa settimana ho comprato 3 titoli:
- Miseria e nobiltà, di Totò
- Ran, di Akira Kurosawa
- Misteriose forme di vita

Il primo devo ancora vederlo, il terzo l’ho visto ieri. Non ho saputo resistere, sci-fi dell’87, uno dei film più brutti della storia. Sul serio. Quando guardo sci-fi anni ’80 resto sempre colpito dalle giacche con spalline enormi, dalle atmosfere cyberpunk, dal budget ridicolo che avevano per fare quello che facevano. Oppure il budget era altissimo e quelli degli effetti speciali si facevano di cocaina, tanto poi c’erano quelli delle luci che chiudevano tutto. Ad ogni modo gli attori erano dei cani.

Invece oggi ho iniziato a vedere Ran. Tralasciando il fatto che sostengo da anni che Kurosawa bisogna guardarlo di mattina (infatti di mattina lo guardo), è un film veramente bello. E lungo ovviamente.

Allora, ad un certo punto, nella VHS dell’Espresso…

“Fine primo tempo”

Che in una VHS, a memoria, non l’avevo mai visto, sul serio. Non c’era pubblicità, niente. Solo una cosa del tipo “tirate il fiato”. Come se non potessi premere pausa/stop/play con il videoregistratore quando preferisco. Qualcuno, e non so se devo ringraziarlo o meno, ha deciso che quello era un buon momento per far finire il primo tempo. La pellicola fa riferimento al Re Lear di Shakespeare, quindi magari è un richiamo al teatro. Non lo so, dubito.

Ho anche ripensato al fatto che ogni volta che vado al cinema all’aperto scatta la discussione sul senso dell’interruzione tra il primo e il secondo tempo. Intanto mi capita praticamente solo al cinema all’aperto, è raro nelle sale dei cinemi. Era successo con Inland Empire mi sembra (lì ne hanno fatte 2 di interruzioni). Oppure con taluni film datati dove l’interruzione è entrata a far parte dell’opera di restauro della pellicola.
Quindi sto qui a chiedermi di nuovo il senso dell’interruzione. Che nel cinema all’aperto è programmata da qualcuno. Che in alcuni film ci sta, in altri no. Che qualche proiezionista sa fare e piazza al momento giusto, che altri invece fanno a metà di un dialogo e non si capisce un cazzo. Che in generale apprezzo anche solo perchè ti permette di interrogarti sul cinema, sulla percezione dell’opera al di là dell’intento del regista, che magari non ne cura il montaggio, nè, sicuramente, la proiezione nelle sale.

Ma con una VHS sono io a decidere. Non è curioso? Che senso ha…

“Inizio secondo tempo”

07 luglio
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lastgraph l’andazzo degli ascolti

 

Stavo cercando un modo per esportare i miei ascolti su Last.fm e ho scoperto Lastgraph.

Tra l’altro, considerando che uso last.fm dal 2 ottobre 2007, è fantastico vedere l’andazzo dei diversi periodi, quelli in cui non usavo lo scrobbler (quindi non inviavo dati di ascolto a last.fm), quelli in cui avevo le mie cose e ascoltavo musica depressiva, quelli in cui tornavo ad ascoltare robivecchia skapunk, ecc ecc.

Beissimo.

05 luglio
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uichendmen

Sto pensando un po’ alla definizione di “uomo da weekend“.
La mia attività settimanale è scandita dall’attesa del weekend, durante il quale, se sono fortunato, ho inscenato delle gite.
Ad esempio, l’ultimo fine settimana, siccome è tornato dalla turchia Mattia, siamo andati a Udine venedì sera a cena da Gian e Laura e Giò.
Poi sabato c’è stata la mitica Sagra di San Pietro in Castello e sono riuscito ad andare grazie a Mario e Francesca.
Lascia un po’ l’amaro in bocca sapere che non ci sono più molti rifugi dove castarci tutti assieme quando andiamo a Venezia. Insomma, l’epoca di Ca’ Gardin è finita. Siamo aperti al nomadismo.
Al di là di questo, settimane prima si era finiti a Refrontolo, prima ancora a Vrabce, che dire poi della Pasqua in Valmorbia. O del pomeriggio al parco dietro a casa di Pozzo.
Il resto del tempo sto in casa. Guardo fuori dalla finestra.
Penso.
Nemmeno troppo.

Insomma, che palle.
No ma vi giuro che quando volevo scrivere questo post ero galvanizzato dall’idea del weekendman.
Ora che ci sto pensando seriamente mi chiedo “embè?”
“Embè?” è una domanda senza risposta, di quelle tipo “Sticazzi?”….oppure “Dov’è Poggibonzi?”
No, ma non volevo aprire un dibattito sul mio attuale tenore di vita eh? No no, è solo che così ne approfitto per chiarirmi un attimo.
La parola del mese è “storiacce”.
Oh, ma Matte e Benni quando tornate dall’USA? [mitici, beccati su skype, il 16 luglio è la risposta]
Beh, insomma. che estate eh?
Speriamo domani non ci sia pioggia (perchè dire “speriamo domani non piova” anche se è corretto, mi sembra sbagliato….”piova”, dai, non pare anche a voi sbagliato?)

17 giugno
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la beonia è il fiore degli ubriaconi

Ci sono due giapponesi e un coccodrillo sopra ad una vasca da bagno in mezzo all’oceano. Il coccodrillo non è molto aggressivo, ma se i giappi provano ad avvicinarsi troppo ringhia. Che poi, non è che sulla vasca da bagno ci sia tutto sto spazio, allora i giappi sono costretti a stare abbracciati da una parte della vasca, mezzi dentro e mezzi fuori, accovacciati sul bordo.
Dopo cinquecento giorni di navigazione in queste condizioni, il coccodrillo, mosso a compassione, decise di farsi un poco da parte, ritirandosi abbastanza da lasciare la coda penzoloni fuori dalla vasca. In questo modo uno dei due giappi riuscì a rannicchiarsi dentro la vasca e l’altro riuscì a stare un poco più comodo sul bordo.
Passati altri settecentonovantadue giorni il mare continua ad essere piatto come una tovaglia appena stirata e il cielo illuminato dal sole più accecante mai visto prima. La bagnarola si muove lentamente, sospinta da branchi di tonni che corrono appena sotto il livello del mare. Il coccodrillo, un po’ esasperato dall’attesa che uno dei due giappi tiri le cuoia per poterselo mangiare, scatta improvvisamente in avanti, aprendo le potenti mandibole (tanto per vedere la reattività dei due). Il giappo rannicchiato lì vicino, terrorizzato, riesce con uno scatto a gettarsi in acqua. Appena sotto la superficie, si trasforma in tonno e prende a nuotare insieme al branco che stava passando in quell’istante. L’altro giappo a malapena si accorse dell’accaduto, perchè nel frattempo aveva trovato in acqua una bottiglia di grappa di moscato, che aveva stappato e finito di bere diverse ore prima. Vista la situazione il coccodrillo pensò bene di sdraiarsi pancia all’aria al centro della vasca, in attesa della fine.
Questa è arrivata inaspettata esattamente al termine del duemilionesimo giorno di navigazione. Il giappo e il coccodrillo sapevano che si trattava proprio del duemilionesimo giorno perchè, proprio quella mattina, avevano ritrovato in mezzo all’acqua il vaso abbandonato duemilioni di giorni prima. Era sbocciata una pianta altissima, talmente alta che per vederne la fine il coccodrillo doveva reggersi sulla punta della coda e stendere il collo più che poteva. Nemmeno così riusciva però a distinguerne la cima. Allora il giappo lo prese per la coda, lo fece roteare come si fa al lancio del peso, e lo scagliò verso la cima della pianta.
Il coccodrillo, fingendo commozione e lacrime, lo ringraziò urlando. Il giappo riuscì a chiedere all’ultimo:”Cosa vedi?” E il coccodrillo, con un filo di voce:”La fine”.