Kintaro island

aperto 24 ore su 24 – campeggio libero – sdraio e ombrelloni gratuiti

28 aprile
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Mi sono risoluto

Ecco, sto facendo delle prove per capire anche come funziona la app di wordpress… Pensavo peggio… Non eccezionale, ma fa il suo dovere.

Di cosa sto parlando? Del fatto che ora ho un iPad. Sapete che adoro gli status symbol, quindi non potevo farne a meno. Nonostante la sua apparente inutilità, ho riassunto in un piccolo disegno il motivo principale dell’acquisto.
Poi ci sono anche altre cose, tipo Flipboard, Paper, ComiXology, GooReader e i mille giochini che scarichi e poi usi solo una volta. Insomma, una cosa risoluzionaria….ciao Steve ;)

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25 aprile
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Era meglio mai dire banzai

Ieri ho guardato un po di Wipeout. Devo ammettere che è molto noioso. Però l’ho guardato lo stesso.

Come va?

Ci sono queste due porte di fronte a me, una chiusa e anche l’altra è chiusa. Intorno alle porte c’è un muro di mattoni, quelli rossi classici per intenderci. Quel mattone rosso della cantina di Fra, un po’ incrostato dal sale ma che altrimenti ci ricorderebbe una fabbrica inglese di fine ottocento.

C’è un po’ di erba selvatica che cresce ai piedi delle porte, mai state attraversate.

Io sono lì davanti che le fisso, spostando lo sguardo dall’una all’altra, talvolta rischiando lo strabismo.

Credete forse che ne supererò una? Francamente non lo so. Bisogna sempre scegliere da che parte andare. Indietro non si può tornare, è tutto buio e dritto e già percorso. Di dove vada a finire il muro o se esistano altre porte, al momento non sembro interessarmi.

Hanno iniziato a stare lì alle superiori, mi sono fatto il mio percorso di informatica e ragioneria. Finito quello ho fatto informatica e servizio civile. Dopo un anno ho iniziato giapponese. Quasi solo quello. L’università è meravigliosa perchè si fa presto a meno di tutto il resto, le porte diventano più distanti. Dopo pochi anni però sono tornate e sto lì a fare un po’ di informatica e un po’ di biblioteche. Nè carne nè pesce.

Ora da un paio d’anni sono qui che faccio un po’ di sviluppo web e un po’ di organizzazione delle risorse. Ancora nè carne nè pesce.  Non è che non abbia avuto scelta, ma ho scelto di non scegliere. Entrambe le cose mi intrigano. Ma non si possono mica fare entrambe. Soprattutto quando uno vuole diventare bravo almeno in una cosa e non sa ancora in cosa.

Bene. Stasera, grazie a Fede, sua madre, mia madre e mio cugino, mi arriva l’iPad a casa.

Probabilmente domani mi sarò dimenticato di questi ragionamenti, soprattutto perchè sono pigro e il post-rock mi impedisce di essere felice.

Attorno a me vorrei maggiore surrealismo.

grazie.

17 aprile
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Assalto ninja

Antiche tecniche marziali

10 aprile
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14 febbraio
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E’ un po’ una merda vista così….

C’è un argomento che mi sta molto a cuore e di cui volevo scrivere. Credo risalga almeno alla faccenda del weekendman, ma sono un po’ confuso.

La società in cui viviamo mi lascia molto perplesso. Soprattutto la faccenda del “lavorare per vivere” vs “vivere per lavorare”. Non credo più alla differenza tra le due cose. Per carità, sono convinto della necessità di cercare di lavorare facendo le cose che più ci piacciono, di modo da poter vivere senza che questo sia un peso e di fatto rendendo vana la precedente distinzione.

Però non basta.

Stasera alle 18.20 sono uscito dall’ufficio, salito in auto con Nicolò per tornare a Padova (sì, da Fiesso Umbertiano, come ogni giorno) e dopo alcuni minuti mi sono scoperto a gridare di gioia perchè “si vede la luce!!”. Stava ancora tramontando e all’orizzonte era ancora chiaro. WOW!!!

Considerate poi che io lavoro in una stanza stretta e lunga, c’è una porta finestra all’inizio, sul lato lungo, mentre io sono in fondo che guardo il lato corto. Insomma, letteralmente circondato da muri!

Tagliando corto, la riflessione verte sulle ore lavorative, perchè sono 8? Perchè dalla mattina alla sera? Mentre fuori c’è il sole?!?

Che poi mentre io sono a lavoro, presumo la maggior parte della gente sia a lavoro. Ma se la maggior parte della gente è a lavoro cosa ci fanno i negozi aperti? I mercati? I servizi? No, dico, sono per i pensionati e i disoccupati?
Vivo con mia madre, non vado quasi mai a fare la spesa, ma metti caso che devo andare in posta o in banca? Di sabato mattina, solo di sabato mattina. Non parliamo poi del ricevere pacchi postali ….

Insomma, mi chiedevo semplicemente perchè è tutto strutturato in maniera così stupida.

Io dico che il ciclo di vita quotidiano e le ore lavorative hanno a che vedere con la vita di campagna ma mia madre centra il punto parlando delle fabbriche e delle lotte sindacali. Io mi lamento delle 8 ore ma fino a poco tempo fa si parlava di 10, 12, ecc. Mia madre allora mi chiede come penso dovrebbe essere strutturata la cosa e la butto lì. Intanto cerchiamo di vivere di più alla luce del sole, poi il pranzo cazzo tutti quelli che lavorano dicono che non ce n’è bisogno. Dico lavoriamo 6 ore, dalle 10 alle 13 e dalle 13.30 alle 16.30. Poi basta, ricreazione, giochi all’aria aperta, gavettoni. D’estate lavorare di sera così non si consuma il climatizzatore, di giorno tutti al mare. D’inverno si starebbe sotto le coperte a guardare la neve fino alle 10.

La mia mamma dice che ha un’altra proposta. Lavorare fino a che non si hanno dei figli. Poi basta. Si crescono i figli, poi quando questi iniziano ad essere grandini, sui 15-18 anni, si torna a lavorare, da vecchi che tanto non si ha un cazzo da fare…così ce la si godrebbe di più.

E’ un punto di vista interessante…

Vabbè… chissà che dicono le persone che non lavorano 8 ore o che non passano la maggior parte del loro tempo circondati da muri senza finestre, perchè alla fine il mio problema è sempre quello. Il tempo, che manca, perchè cazzo su 6-7 ore che dormo, mi sveglio, vado in ufficio, torno a casa, sono le 20 e la mia giornata è finita, giusto un colpo di coda finale sotto forma di attività fisica o cinema, e poi di nuovo nella ruota del karma.

E’ un po’ una merda vista così, no?

 

04 febbraio
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zamanlarım #4

Ieri ho pensato queste cose:

Quando facevo le medie, ho iniziato a collezionare fumetti.

In realtà già da prima, spendevo la mia paghetta settimanale per Topolino. Di fatto la mia paghetta settimanale era l’ultimo numero di Topolino. Poi ho dovuto darli tutti via perchè in casa non ci stavano più. E’ stata una cosa tipo dare via i cuccioli, mi son messo in strada e dentro uno scatolone c’erano tutti i Topolini. Non ricordo più se li ho venduti, regalati o se sono stati buttati via…. Ho conservato solo il numero 2000 che mi sembrava particolarmente importante come numero.

Ma sto divagando…

Quando facevo le medie, ho iniziato a collezionare fumetti. All’inizio ho comprato praticamente un numero di ogni cosa stampata quell’anno. Poi devo aver realizzato che le cose più perverse le facevano i giapponesi e così sono passato all’acquisto esclusivo di manga (e qualche PK o Cattivik ogni tanto…).

Il collezionismo di manga negli anni ’90 non era una cosa da poco. La Star Comics pubblicava ancora cose di rilievo, la Panini entrava nel settore, ai mercatini facevo incetta di Granata Press. In pratica mi trovavo spessissimo a corto. Ogni mese circa facevo dei conti per capire cosa avrei potuto comprare.
Mai abbastanza…

Un paio di volte ho ricontrollato tutti i fumetti che ho, non sono tantissimi, ma il mucchio produce un certo valore economico. Tra l’altro, la cosa assurda dell’eterna carenza di fondi, è che ho pochissime collezioni complete. Considerando che ‘sti giapponesi malati facevano serie più lunghe di Beautiful….

All’epoca ricordo distintamente di aver pensato diverse volte

Quando avrò un lavoro potrò permettermi tutti i fumetti che voglio! Ah! Potrò anche recuperare i vecchi numeri che mi mancano! Completare le serie in sospeso! Permettermi di collezionare decine di titoli contemporaneamente! Niente potrà fermarmi!

Invece poi è successo che sono cresciuto, dei fumetti giapponesi ho smesso di interessarmi, in generale delle cose eccessivamente serializzate. Da diversi anni ormai potrei permettermi le cose che da giovane sognavo. Invece non lo faccio.

Mi è anche venuto in mente che ogni tanto si pensa

Ah! Quando sarò in pensione! Potrò fare tutto quello che voglio!
(ma guarda che la pensione non esiste, è un’invenzione dei grandi)

Tutto questo mi ha spinto a riconsiderare molto i miei attuali desideri. E se fosse sempre così? Quante cose per cui ci stiamo impegnando in questo momento finiremo per scordare tra qualche anno?

Lo so, le priorità cambiano, le cose importanti vengono costantemente ridefinite. Allora torno a pensare che ha molto più senso lavorare per il presente, per godere della vita adesso.

La cosa pazzesca è che questo pensiero deve aver messo radici. L’ho pensato ieri mattina in macchina. Poi ho vissuto la mia giornata e alla sera mi son chiesto

Ma a cosa stavo pensando stamattina? Volevo anche scriverlo sul mio blog…

Ah! certo!

E poi ho passato la mia serata, e ora sono qui a scriverlo addirittura più di 24 ore dopo averlo fatto. Tutto questo pur di non dargli seguito.

…è tutto un po’ così…

Topolino 2000 27 marzo 1994

09 gennaio
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Insensata russa

Oggi ho pensato che se dovessi essere condannato a morte vorrei mangiare come ultimo pasto una insalata russa.

Che sciocchezza….chissà perchè c’ho pensato…
Ah, già, perchè sto pensando di mettermi a dieta, cioè, non ci sto pensando, l’ho pianificato, la prossima settimana…che sia una cosa subliminale? No perchè giusto oggi stavamo finendo con mia madre gli avanzi di natalecapodannobefana e fatalità c’era un’insalata russa, che ho finito perchè mi son detto “questa poi basta”.

Inconsciamente vedo la mia dieta come una condanna a morte.

Mio dio cosa sono diventato!

03 gennaio
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Finalmente :)

E dopo mesi e mesi di tempo, ad un’ora improbabile mentre dovrei andare a dormire, dico: finalmente!

Abbiamo passato l’anno e siamo al 2012, cosa che credo interessi poco a tutti.

Abbiamo migrato lineavariegata.net a lineavariegata.net (grazie ancora Nicolò), anche per questo forse c’è poco interesse.

Abbiamo mangiato e bevuto e ancora mangiato e poi di nuovo bevuto e la cosa non sembra finire perchè siamo fatti un po’ così, mangiamo perchè abbiamo un piatto davanti e io ho iniziato a dire che da metà gennaio mi metto a dieta.

Abbiamo imparato a giocare a BANG!, a fresbee, a fare benzina e comprare le sigarette all’estero, a spaccare angurie con la testa, a finire l’università, ad amare Steve Jobs e i prodotti apple senza comprarne nemmeno uno.

Abbiamo capito che siamo hipster perchè

“Il termine è utilizzato in maniera contraddittoria, rendendo difficile l’identificazione di una cultura precisa, perché essa è un mix di stili ed è in costante mutazione. La peculiarità degli hipster, infatti, è la volontà di essere “inclassificabili”. Professano come loro valori il pensiero indipendente, la controcultura, la politica progressista, la creatività, l’intelligenza e l’ironia, ma si tratta più che altro di una posa piuttosto che di una reale attitudine.”

Abbiamo imparato che cenare alle sei e mezza crea scompensi alimentari tali che il giorno dopo alle quattro rischi di mangiare una Lubjanska.

Abbiamo deciso che a una certa ora è meglio andare a dormire. Che so, alle quattro e mezza.

finalmente cover

Abbiamo finalmente una copertina per l'album

06 settembre
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adoro leggere lo spam

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03 settembre
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sindrome vertiginosa

Domenica mi sono svegliato con una forte vertigine. Per la precisione, è successa una cosa curiosa mentre ero nel dormiveglia del mattino, stavo pensando a qualcosa e all’improvviso tutto ha iniziato a girare, fortissimo. Immaginate il momento esatto in cui vi siete sbronzati di brutto e appoggiate la testa sul cuscino. Almeno, a me succede la stessa cosa in quei momenti. Vabbè, insomma, ad ogni modo, mi convinco che il capogiro è stato provocato da quello che stavo pensando…passa un poco, poi decido di riprovarci, ci ripenso e BAM! altro capogiro da panico! Montagne russe a testa in giù durante il terremoto!

Vado a fare colazione convinto di riuscire a provocarmi dei mal di testa allucinanti. Il classico super potere del cazzo completamente inutile. Nemmeno ricordo qual era il pensiero scatenante. Comunque passo una giornata di merda, con continui capogiri e nausea (quella che provate sempre da sbronzi, o in barca se avete il mal di mare), ripenso al litro di prosecco bevuto con Fede la sera prima e concludo che doveva proprio essere un vino di pessima qualità.

Il giorno dopo vado in ufficio. Il giorno dopo ancora non riesco ad alzarmi dal letto. Non perchè a letto sto bene, semplicemente perchè gira tutto. Non veramente, è solo una suggestione indotta da problemi al mio sistema di equilibrio. Ne ero parzialmente consapevole. Tanto parzialmente che per andare dal medico ho perfino preso la bici e rischiato la vita due o tre volte.
Il mio medico di base, che ho conosciuto per la prima volta dopo diversi anni, è simpatico ma ha come unica competenza professionale la prescrizione di giorni a casa dal lavoro. Piuttosto mi rimbalza all’otorino il giorno dopo. Prima di entrare dallo specialista passo interi minuti a compiacermi di saper pronunciare senza errori “otorinolaringoiatra“. Poi sghignazzo tra me e me pensando alla variante “otorinolingoiatroia” che è solo una volgarità, nemmeno un anagramma.

Ad ogni modo mi dice che si sono staccati delle specie di sassolini da dentro l’orecchio (non è labirintite, ignoranti), questi non si sa come mai si staccano e non si sa come mai prima o poi si rimettono dove devono stare. Mi da delle pastiglie dal nome promettente (vertiserc o qualcosa del genere), poi delle manovre da fare, dove in sostanza mi sguaratto da una parte all’altra. Immagino il mio orecchio come il tappo delle bolle di sapone, quello con la pallina da portare al centro del labirinto.

Dopo 4 giorni non capisco se la cosa sta migliorando o meno, evito movimenti bruschi e secondo l’otorino potrei tranquillamente andare a sciare o fare equitazione. Io ho provato a dirgli che non so sciare e non ho un cavallo, ma non ha voluto sentire ragioni.